10/nov/2009

a me gli occhi

two weeks dei grizzly bear in un video di Patrick Daughters

29/ott/2009

marròn (e non fa neanche caldissimo)

a makkox il canemucca piace avere lo studio in campagna.
e a me piace questo fumetto piccolo e allungato a base di niente che guarda il paesaggio.
(click per leggere e diventa grande

28/ott/2009

prepararsi all'inverno

I cassetti sono le tasche dei mobili
e le tasche sono i cassetti dei vestiti.
Talvolta cerchi qualcosa in un cassetto
e invece è in un’altra tasca.
Alcuni cassetti sono tenuti molto in ordine
la roba nelle tasche va dove vuole.
La casa è un grande abito nel quale
ci vivi dentro tutto intero
esclusa la vita in terrazza
mentre il vestito è una casa
che ti lascia fuori la testa e le mani
certe volte anche i piedi
al mare sei quasi tutto fuori casa.
Naturalmente le serrature corrispondono
ai bottoni ma non è consigliabile
oggi come oggi
abbottonare le porte
e mettere serrature alle tende
che sono le porte di tela.
Si tende sempre a chiudere ma
talvolta il discorso rimane aperto
e tu guardi fuori dalla finestra
dove l’automobile ti aspetta.
Sulla pelle hai la maglietta
sulla maglietta hai la camicia
sulla camicia il gilè
sul gilè la giacca
sulla giacca hai il soprabito
sul soprabito indossi l’automobile.
L’automobile è un soprabito metallico
e siccome è molto pesante
non sei tu che lo porti
ma è lei che ha un motore
per cui ti porta in giro come vuole.
(Bruno Munari, “Pensare confonde le idee”)
(via)

22/ott/2009

materiale informativo

"Vedete, nel mondo esiste la cultura materiale e quella immateriale. (...) L'Italia è avanzata per la cultura materiale, per esempio: design, architettura, cibo, bella gente, cose importanti, e voi siete avanti. E poi c'è il resto, l'immateriale: humour, politica , letteratura, musica, che nel nostro paese, ma soprattutto in Inghilterra, è fondamentale, quindi lì l'immateriale è più avanti. In Inghilterra mangi il peggior cibo e le vedi le città più noiose del mondo, quindi è diverso. In Italia si enfatizza il materiale, non direi che siete da terzo mondo, a parte la questione politica ovviamente."

Eirik dei Kings of Convenience su Rumore #213/2009 ha un occhio di gratitudine per il paese in cui il suo gruppo ha avuto quel minimo di riscontro che sprona ad andare avanti.
Mi ha fatto venire in mente quell'odiosa pubblicità della carta di credito, quella per cui "le cose che contano non hanno prezzo (e non è neanche detto che ti sfioreranno), ma per tutto il resto (tutto quello che non sazia) è c'è la nostra carta".

20/ott/2009

autostoppista


qualcosa di sinistro è nell'aria.
e sul sedile destro, oltre ad essere un 'current mood' preciso.
(in realtà è un soccorso stradale senza troppe problematiche, qui la storiella, ma sono meglio le foto)
(via)

19/ott/2009

contorsioni d'autunno


da Lei di Rain, laconico e privo di link ma l'ho preso dal bellissimo AnimaLs, giornaletto piccolo e ben curato tutto di fumetti.
Potrei aggiungere solo che appartiene a un libro pubblicato in Francia con il titolo China Girls, poi ci riprovo a cavare qualcosa da una ricerca con china girls+rain+comics.

17/ott/2009

Francesca Sotto Botta

è la seconda volta che partecipo ad una serata di poesia dedicata a Francesca Genti. un freddo cane benediva l'affronto alla pigrizia anche questa volta.
Il primo reading era cominciato col perdersi a piedi tra Rovereto e Turro nelle folate di venticello congelato, nel timore di un ''circolo dei poeti'' tutto cultura, puntualità e regolamento irrevocabile.
Alla serata di poesia forse ci si torna perchè sono organizzate al Circolo Martiri di Turro, un piccolo bar attrezzato come una volta, come la parrocchia, come la bocciofila. Non ci si sente come a casa tra il biliardo e il vecchio freezer della coca cola, ci si sente in un luogo immaginario per il concentrato di assurdità che condensa. Le tovaglie sono in carta e a quadretti, la gente di mezza età e un po' di meno, è uno spiraglio di realtà nella Milano provinciale che ci intrattiene ancora.
''Siete qui per la poesia? dovete scendere''.
La poesia è nel salone delle feste, lo scantinato. Ci si arriva dopo aver attraversato l'aria calda di polenta. è organizzato con quello che avanza dal piano superiore, più o meno come succede con le taverne e le mansarde domestiche. Spiccano lo specchio della birra Poretti, il calendario in bambù del ristorante cinese di Sesto San Giovanni, un piano a muro dimenticato e un orologio vinto alla lotteria. Siamo sottoterra e sotto la luce fresca e rassicurante di due file di neon che corrono tutto lungo il vertice delle pareti.
Per gli amici di Francesca Genti, di Anna Lamberti-Bocconi, gli amici degli amici, gli amici della poesia e tutti gli altri, c'è posto sulle sedie finto thonet e sui tavolini in finto marmo.
Un'installazione di scatole colorate, teatrini per hellokitty, pupazzi e altre amenità di questo triste mondo malato delimita uno spazio in cui piazzare il microfono. Vorrei salutare una marmotta di peluche con funzione portante che era presente sotto sei o sette piani di casette, in basso a destra.
è anche questa opera di Francesca, "assemblatrice" per sua definizione, forse perchè "la poesia è l'unica cosa seria che faccio".
La serata è un pretesto per presentare il nuovo libro, Sotto Botta. Poco più di una decina di poesie nate in pochi mesi, un'improvvisa rapidità dell'ispirazione che Francesca Genti ha deciso di celebrare stampando un piccolo libro in proprio. Questo è il punto della serata in cui si uniscono il casereccio del locale, la spontaneità del verso, e le tinte dell'installazione. Piccoli libretti quadrati stampati su pagine di colori sempre diversi, pinzati su un lati, con retro personalizzato. Tutto fatto a mano, tranne le poesie che sono uscite dalla stampante un po' storte.
Dopo l'agghiacciante copertina che l'editore (fidanzato?) ha assegnato al libro kamikaze, questo esploit à la Bruno Munari è quello che ci voleva.
La mia poesia preferita è quella dedicata all'andarsene affanculo a Genova. Il mio Sotto Botta ha la mucca bianca dal cuore rosa sul fondo bianco e sulla cornice nera.
Prima di cominciare Francesca non nega un mezzo bicchiere di vino al benzene a nessuno, grazie Turro per queste droghe legali.
Francesca legge in fretta e con V al posto della R, si capisce se si ascolta con gli occhi un po' socchiusi, è una poesia. Vuole che anche i suoi amici leggano, sono loro a fare le domande, a fare della critica seria ridendo della critica vera. Mi segno da qualche parte che lei è "il Gozzano con la cresta punk", mentre si ride tutti per la strana storia di Miss Mannaia, una maga che è una leggenda, nata da un'idea dadaista al servizio della cartomanzia.
Francesca è sempre contenta di leggere le sue poesiole più matte, quella della gatta che fa miao ed è bianca e nera come il simbolo del tao, e quella che la vede essere un barboncino perchè ama i cani e ama i barboni. Io continuo a non capirle fino in fondo, rido perchè non fanno ridere, chissà quanti natali di successo nascondono questi... ''Tristici''.
Quando è evidente a tutti che è una rimpatriata tra gente che si conosce, più o meno, la festa ritorna al piano di sopra, in quota con la polenta.
Mi faccio autografare il libro delle nocciole, prima che il vino faccia sentire di più il freddo e la dose di benzene.
'15-10-2009 - A d., a inizio autunno!".
Forse era già troppo tardi.

Porta ombrellismi